Capra! Goat | Fatima Messana Italian Artist
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Capra!

Goat!

 

2012
Oil on Fiberglass resin, Clothes
110 x 60 x 40 cm

Sculpture Winner of Italian National Art Prize – 2013

2012

Olio su Vetroresina, Vestiti
110 x 60 x 40 cm

Scultura vincitrice del Premio Nazionale delle Arti – Sezione Scultura 2013

Critic by FEDERICA MARRUBINI

 

This is the sculpture that won first prize at the X edition of the Italian National Art Prize in 2013. It is shown at the Museum of “il Cassero for the Italia’s Sculpture of 19th and 20th Centuries” in Montevarchi, Tuscany. This sculpture is exhibited in the miscellaneous hall of Museum, surrounded by portraits of the permanent collection with which the sculpture seems to speak. It is the bust of a man with a goat’s head made in fibreglass and fabric.

 

The polychrome of this work, which characterizes all the works on show, is a result of the need for
realism and linked to the ancient pictorial technique practised by the artist. The idea was born from Vittorio Sgarbi, a famous art critic who repeats the word “Capra!” insistently and at length every time someone disagrees with him. The word “Capra!” indicates Man’s ignorance, lack of basic truth and lack of knowledge.

 

Therefore it is clear that “Capra!” (GOAT!) is the manifestation of Man’s refusal to see the horrors which afflict contemporary society. However, the presence of the Red Lion, symbol of the Venice Biennial present on the pocket of the figure’s jacket gives the work another dimension.

 

The figure denounces the system and the target this time seem to be the Art world – especially the world of official, international shows. These are elite places where talent is not always necessary in order to become famous, and where money interests and business deals dominate, even though they have little to do with genuine artistic creativity.

 

The work has an apparently ironic form but, in reality, it is also representative of an existential condition in which the visible is illusionary and misleading. According to Schopenhauer the illusion covers the face of things, hiding their true authentic nature. According to Pirandello external reality, despite being unique and unchangeable, hides one hundred thousand realities – as many as there are people who invariably hide behind a mask.

 

The artworks of Fatima Messana come from the profound need to communicate social unease: her sculptures are “direct” and strongly conceptual or, as she loves to define them, pure visions, expressions which rise independently from her inner life.

 

source: A. Panzetta, F. Marrubini (curators), Fatima Messana X PNA – Scultura, catalogo della mostra, Arezzo, 2014

Testo Critico di FEDERICA MARRUBINI

 

Capra!” (2012) scultura con la quale Messana vince il primo premio al X PNA del 2013. Esposta al Cassero nella sala miscellanea, attorniata dai ritratti della collezione permanente con i quali sembra dialogare.

 

Si tratta di un busto d’uomo con testa caprina, realizzato in vetroresina e stoffa. La policromia di quest’opera, che caratterizza tutte le sculture in mostra, è data dalla necessità di realismo e legata all’altra tecnica praticata dall’artista, quella pittorica.

 

L’idea prende spunto dalla prolungata e ripetuta esclamazione – Capra! – pronunciata dal critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi. Tale critica è stata più volte mossa, durante alcune discussioni, contro coloro che sostenevano idee a lui contrastanti. Lasciando a ciascuno il giudicare tale l’atteggiamento, la parola “capra” indica l’ignoranza, la mancanza di fondamento veritiero e l’assenza di sapere dell’uomo. In quest’ottica “Capra!” è la manifestazione del rifiuto, da parte dell’umanità, di conoscere i drammi sociali che affliggono il nostro contemporaneo, ma allo stesso tempo, la presenza del leone rosso, simbolo della Biennale di Venezia, presente sul taschino della giacca della figura, orienta l’opera ad un’altra interpretazione di denuncia del sistema, e questa volta il bersaglio pare il mondo dell’arte, specificatamente quello delle esposizioni ufficiali e internazionali, luoghi elitari e circoscritti dove non sempre è la bravura a prevalere e ad essere riconosciuta, bensì fattori commerciali e mercantili, talvolta profondamente estranei alla genuina creazione artistica.

 

L’opera ha una forma apparentemente ironica ma, in realtà, è anche rappresentativa di una condizione esistenziale, nella quale il visibile è ingannevole ed illusorio. Secondo la filosofia di Schopenhauer infatti, l’illusione copre il volto delle cose, velando la loro essenza autentica, o come riteneva Pirandello, la realtà esterna pur essendo unica ed immutabile, nasconde centomila realtà, tante quante sono gli individui, i quali si nascondono dietro una maschera.

 

Le opere di Fatima Messana nascono dall’esigenza profonda di comunicare il disagio sociale, sono sculture “dirette” e fortemente concettuali o, come lei ama definirle, visioni pure, espressioni che sorgono autonomamente dalla sua interiorità.

 

fonte: A. Panzetta, F. Marrubini (a cura di), Fatima Messana X PNA – Scultura, catalogo della mostra, Arezzo, 2014